Per i titoli ENI arriva buyback e potenziamento della remunerazione agli azionisti

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L’aumento del prezzo del petrolio al barile porta vantaggi ai possessori di azioni ENI. E questo perché la società del cane a sei zampe quotata in Borsa a Piazza Affari ha annunciato un potenziamento della remunerazione a favore degli azionisti. Nello specifico, con il prossimo lancio di un piano di buyback, e con l’aumento del dividendo.

ENI alza il dividendo, ecco i mesi di pagamento delle cedole

Nel dettaglio, ENI con una nota ha comunicato che, sulla base del prezzo di riferimento del Brent tra 80 e 90 $ al barile, il dividendo riconosciuto agli azionisti sale da 0,86 euro per azione a 0,88 euro per azione. La cedola sarà corrisposta agli azionisti in quattro rate trimestrali in corrispondenza dei seguenti mesi: settembre 2022, novembre 2022, marzo 2023 e maggio 2023.

Il CdA di ENI propone all’Assemblea l’avvio di un piano di buyback da 1,1 miliardi di euro

Inoltre, previa approvazione da parte dell’Assemblea degli Azionisti ENI, in calendario a maggio 2022, la società del cane a sei zampe, per un controvalore pari a 1,1 miliardi di euro, lancerà un programma di acquisto di azioni proprie (buyback).

In più, il programma di acquisto di azioni proprie, in controvalore, potrà pure essere incrementato, per un ammontare pari al 30% del Free cash flow incrementale associato, in base a quella che sarà la valutazione della società per quel che riguarda lo scenario e, quindi, le prospettive di business.

Non a caso il CdA di ENI ha aumentato il dividendo al fine di ‘condividere con gli investitori la generazione di valore derivante dai progressi di Eni nel proprio percorso strategico e dal miglioramento dello scenario‘.

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