Come lavorare nella PA, 741mila posti fino al 2025 secondo Unioncamere

Come lavorare nella PA, 741mila posti fino al 2025 secondo Unioncamere

Da qui al 2025 in Italia il fabbisogno occupazionale nella Pubblica Amministrazione sarà pari a ben 741mila unità. E’ questa la previsione, fornita dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, per la PA italiana in base al fatto che oltre 692mila posizioni nella PA serviranno per rimpiazzare tutti i lavoratori che, da qui al 2025, andranno in pensione. Mentre altre 49mila unità sono riconducibili a lavoratori aggiuntivi.

Ecco come in Italia la PA può diventare un fattore di competitività

Dalla previsione sul fabbisogno occupazionale, con le stime che sono state fornite nel corso di un convegno da Giuseppe Tripoli che è il segretario generale di Unioncamere, è emerso che in Italia la Pubblica Amministrazione ha bisogno non solo di mettere a punto una nuova politica di assunzioni, ma pure un incremento degli investimenti in formazione. E questo al fine di rendere nel nostro Paese la PA un fattore di competitività.

La Pubblica Amministrazione italiana, dall’età media dei dipendenti emerge il bisogno di rinnovamento

Il bisogno di rinnovamento della PA in Italia emerge anche dall’età media dei dipendenti che è di 50,6 anni. Inoltre, la maggioranza assoluta dei dipendenti pubblici, pari al 55%, ha più di 55 anni rispetto al 37,3% del totale degli occupati del nostro Paese.

Con la conseguenza che nella PA solo il 4,2% dei dipendenti ha un’età inferiore ai 30 anni. In più, 6 dipendenti pubblici su 10 non sono laureati. Con quelli laureati che, a loro volta, hanno prevalentemente una formazione giuridico-amministrativa, mentre sono poche le lauree che riguardano la matematica, le scienze, l’ingegneria ed anche la tecnologia.

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