Contributi a fondo perduto bar e ristoranti, bocciati da 9 imprenditori su 10

Contributi a fondo perduto bar e ristoranti, bocciati da 9 imprenditori su 10

I contributi a fondo perduto percepiti in Italia dai titolari di bar e ristoranti, tra il 2020 ed il 2021, non hanno coperto le pesanti perdite causate dalle chiusure imposte a causa della pandemia di coronavirus. In accordo con la posizione della Fipe-Confcommercio, intervenuta in Senato, i ristori sono stati infatti bocciati da ben 9 imprenditori del settore su 10. E questo perché, con i ristori, l’80% dei titolari di bar e ristoranti è riuscito a coprire solo il 10% circa delle perdite.

La posizione della Fipe-Confcommercio sui ristori, devono essere riformati

In particolare, la Fipe-Confcommercio, pur apprezzando gli sforzi che sono stati fatti dal Governo italiano, non ha potuto non segnalare come i contributi a fondo perduto siano stati insufficienti per il settore della ristorazione, e quindi i ristori andrebbero riformati anche e soprattutto in vista del prossimo scostamento di bilancio che l’Esecutivo punta a chiedere al Parlamento.

Bar e ristoranti in difficoltà, dalle chiusure al problema dei costi fissi

Al riguardo, secondo la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, un importante passo in avanti potrebbe essere rappresentato sia dal dare più aiuti a chi è stato costretto a chiudere, sia dal lato dei costi fissi a partire dai canoni di locazione. Secondo le rilevazioni della Fipe-Confcommercio, infatti, solo il 25% degli imprenditori della ristorazione è riuscito a ottenere uno sconto sugli affitti da parte dei proprietari degli immobili.

Così come ‘la Tari andrebbe azzerata o dimezzata, visto che i locali chiusi non hanno usufruito di alcun servizio di raccolta rifiuti‘, in accordo con quanto ha dichiarato da Roberto Calugi che è il Direttore generale di Fipe-Confcommercio.

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