Nuovo BTP a 15 anni va a ruba tra gli investitori esteri

Nuovo BTP a 15 anni va a ruba tra gli investitori esteri

Si è chiusa con un successone l’operazione di collocamento, da parte del Tesoro, del nuovo BTP a 15 anni. E precisamente del BTP con la scadenza all’1 marzo del 2037, e con una cedola annua pari allo 0,95%. Basti pensare che per l’emissione la domanda complessiva ha superato la soglia dei 105 miliardi di euro in accordo con quanto è stato reso noto dal MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in data odierna, giovedì 7 gennaio del 2021.

Nuovo BTP a 15 anni, il 73,7% dell’emissione aggiudicato ad investitori esteri

Gli investitori che hanno aderito al collocamento sono stati oltre 520. All’estero, in ben 50 Paesi del mondo, l’operazione ha visto il 73,7% dell’emissione aggiudicato proprio ad investitori oltreconfine. Per tipologia di investitori, il 57,8% circa dell’emissione è andato a fund manager, e poi a seguire le banche al 26,3%.

Il 4,4% è andato a fondi pensione ed a compagnie di assicurazione. Il 3,5% dell’emissione è stato allocato dal Tesoro a banche centrali e ad istituzioni governative, lo 0,6% a imprese non finanziarie ed il 7,4% circa agli hedge fund.

Boom di sottoscrizioni dal Regno Unito per il BTP con la scadenza all’1 marzo del 2037

Per Paese, sempre all’estero, svetta il Regno Unito con una quota sottoscritta, per il nuovo BTP a 15 anni, che è stata pari a circa il 29,1%. E poi a seguire Austria e Svizzera con il 14,4%, la Francia con l’8,7%, ed i Paesi scandinavi con il 7%. Mentre nella penisola iberica la quota sottoscritta da investitori esteri, per il BTP con la scadenza all’1 marzo del 2037, si è attestata al 4,5%.

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