Rialzo di primavera in Italia per la fiducia dei consumatori e delle imprese

Dati Istat economia italiana giugno 2021, fiducia consumatori e imprese in forte ascesa

Per il corrente mese di aprile del 2021, in Italia è migliorato il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese. A comunicarlo, in particolare, è stato l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) nel precisare in particolare che l’indice che misura il clima di fiducia delle imprese è salito da 94,2 a 97,3, mentre l’indicatore sul clima di fiducia dei consumatori è aumentato a 102,3 rispetto alla precedente rilevazione di 100,9.

Indice di fiducia dei consumatori ISTAT mese di aprile del 2021 cresce in tutte le sue componenti

Per quel che riguarda l’indicatore relativo alla fiducia dei consumatori, calcolato e rilevato dall’ISTAT, questo ad aprile del 2021 è cresciuto in tutte le sue componenti ed in maniera marcata, in particolare, per quel che riguarda le aspettative sulla situazione economica familiare e del Paese. In aumento, infatti, sono le aspettative sul clima corrente e su quello futuro, e quelle sul clima economico e personale.

Fiducia delle imprese ad aprile 2021 registra il quinto rialzo di fila

Quinto rialzo di fila, ad aprile del 2021, per l’indice ISTAT che misura e che rileva il clima di fiducia delle imprese nel nostro Paese. L’ascesa dell’indicatore, per il mese corrente, è stata in particolare trainata dal commercio al dettaglio e dall’industria manifatturiera. Per il commercio, ad aprile 2021 il rialzo è stato più marcato per la grande distribuzione organizzata, e meno ampio, invece, per la distribuzione commerciale attraverso i canali tradizionali.

La view della Confcommercio sui dati ISTAT

Secondo la Confcommercio, nel commentare i dati che sono stati rilasciati dall’ISTAT, l’aumento degli indici della fiducia dei consumatori e delle imprese si spiega sia con l’avanzamento della campagna vaccinale in Italia contro il Covid-19, sia con le attese di un allentamento delle misure restrittive. Pur tuttavia, secondo l’Ufficio Studi della Confcommercio ‘non possono bastare poche riaperture limitate peraltro solo ad alcune aziende del settore per migliorare una situazione molto compromessa‘.

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