Coronavirus e Investimenti: l’Impatto sull’Economia Mondiale

Coronavirus

Dopo le turbolenze e la volatilità degli ultimi giorni, la Banca Popolare Cinese rassicura gli investitori con una grande iniezione di liquidità. Lunedì 9 si torna al lavoro: difficile dire se il Coronavirus rimarrà in cima alle preoccupazioni dei mercati o se la gestione della crisi avrà dato i suoi effetti.

L’epidemiologia è una disciplina affascinante, ma ancora più del virus in sé, ciò a cui dovresti fare attenzione è l’influenza che la sua diffusione sta avendo sulla politica della Cina e sul suo ruolo geopolitico, come potenza assoluta nel continente asiatico.

L’esperimento a cui stai assistendo, purtroppo in diretta, è il seguente: come un’emergenza sanitaria su scala globale può influenzare i mercati?

L’anno cinese si è chiuso in un modo che non ci si poteva aspettare. L’indice Shanghai Composite ha chiuso in calo di quasi l’8%, registrando il più grande calo giornaliero da oltre quattro anni.

Le aziende manifatturiere e i beni di consumo sono stati i settori maggiormente coinvolti, mentre le azioni di alcune compagnie farmaceutiche, o operanti nel settore sanitario, sono salite alle stelle.

Questo durerà la crisi del coronavirus sui mercati?

Lo scoppio dell’epidemia di Coronavirus, con epicentro nell’area urbana di Wuhan, ha portato l’attività economica a un punto morto in Cina.

Le autorità hanno adottato misure aggressive per contenere la diffusione del virus, con grandi sforzi per la gestione del rischio anche attraverso la sospensione del trasporto pubblico, la chiusura forzata di luoghi pubblici di svago e la riduzione imposta dell’orario di lavoro.

Gli stimoli economici non tarderanno ad arrivare. La Banca Popolare Cinese ha già annunciato che inietterà 1,2 trilioni di yuan di liquidità, attraverso operazioni bancarie e prestiti con tassi sociali.

La liquidità complessiva nel sistema sarebbe di 900 miliardi di yuan in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Coronavirus e Mercati

Molte aziende riapriranno domani, lunedì 9 febbraio, dopo la chiusura estesa imposta dal governo centrale che aveva esteso lo stop alle fabbriche anche dopo la conclusione delle festività del Capodanno.

I mercati stanno già rispondendo bene, ed il ritorno a una sorta di normalità dovrebbe far respirare l’economia del gigante asiatico.

Il peggio sembra essere passato e anche i mercati torneranno a una condizione di pre-crisi? Difficile dirlo, data la novità delle misure impiegate dal governo.

Non è chiaro quali saranno gli effetti a lungo termine, di queste perturbazioni, sui normali scambi economici (anche alla luce del nuovo accordo commerciale con gli Stati Uniti).

Cosa aspettarsi dal futuro?

È stato stimato che l’epidemia di Coronavirus potrebbe avere un impatto di oltre un punto percentuale sulla crescita economica della Cina nel primo trimestre del 2020, portando la crescita del PIL al di sotto del 5%.

Bisogna guardare indietro di decenni per vedere un’economia cinese così poco reattiva.

La volatilità non sparirà presto, certo, ma gli investitori sembrano essersi abituati all’idea di gestire i propri portafogli anche attraverso un evento di questa portata.

Per chi ha asset che stanno calando è difficile guardare i mercati e non farsi prendere dal panico, ma la vendita e il passaggio alla liquidità non sono privi di rischi.

Impatti sull’Economia

Lo scenario peggiore sarebbe quello di un’economia che non riesce a ripartire, proprio a causa del blocco forzato.

Senza dimenticare il problema dei disordini ad Hong Kong, in questo momento in secondo piano rispetto al Coronavirus, ma ben presenti come variabile.

Nel complesso, è difficile dire cosa possiamo aspettarci perché ci troviamo in un nuovo territorio: il peso dell’economia cinese non è mai stato così importante sulla bilancia mondiale.

I Rischi della Persistenza della Crisi: l’Economia Cinese già Rallentava

Se l’economia cinese non dovesse reagire e trovare un rimbalzo favorevole, allora tutta l’economia mondiale verrebbe coinvolta, soprattutto sul fronte di tutte le catene di approvvigionamento che coinvolgono la Cina. Il numero è altissimo e non è mai stato così alto fino a ora.

Se l’epidemia del Coronavirus dovesse rivelarsi peggiore del previsto, ciò non potrebbe arrivare in un momento peggiore per l’economia della Cina, che ha rallentato al 6,1% il tasso di crescita rispetto all’anno scorso, secondo i dati sul prodotto interno lordo rilasciati il mese scorso, che riflettono la lettura più bassa per Pechino in quasi tre decenni.

Uno shock della catena di approvvigionamento potrebbe impedire alle multinazionali di soddisfare la domanda e pesare sui produttori cinesi, il perno dell’economia mondiale, diventato dipendente dalle fabbriche nazionali per sfornare merci.

coronavirus economia

2020 vs 2002: quali differenze con la SARS?

A molti viene spontaneo paragonare l’infezione da SARS del 2002 con il nuovo coronavirus, ma ci sono delle differenze.

Al tempo ci fu una certa dose di allarmismo e persino episodi di isteria, ma non si registrò un’enorme quantità di danni economici: le perdite di borsa furono di breve durata e non impattarono la traiettoria ascendente della crescita cinese.

Chi propone il paragone, tuttavia, dimentica che la Cina di oggi è molto diversa da quella di 17 anni fa.

Quando la SARS emerse in Cina, le fabbriche del paese erano principalmente conosciute per prodotti a basso costo come magliette e scarpe da ginnastica.

Ora un altro virus mortale si sta diffondendo rapidamente nel paese più popoloso del mondo, non solo, la Cina di oggi rappresenta una porzione dell’economia globale gigantesca

Uno Scenario Inaspettato

Ciò rende l’emergenza che affrontiamo oggi una minaccia sostanzialmente più significativa per le sue implicazioni nell’economia globale.

Il seguente scenario è, di fatto, inedito: tutte aziende internazionali che fanno affidamento sulle fabbriche cinesi, per realizzare i propri prodotti, stanno già avvertendo i primi scossoni.

L’impatto del coronavirus, già al presente, potrebbe minacciare in modo significativo la crescita economica globale, risultando un rischio ed un’opportunità per tutti quelli che fanno trading online.

Coronavirus e Investimenti: considerare l’orizzonte temporale

La volatilità a breve termine difficilmente è prevedibile. L’aspetto più importante per determinare come reagire ai nervosismi del mercato è capire qual è il tuo orizzonte temporale per l’investimento.

Per chi investe a lungo termine, è opportuno ricordare che i mercati non scendono e rimangono giù per sempre.

Se il mercato crollasse, potrebbe rappresentare una grande opportunità per raccogliere importanti aziende a prezzi più convenienti, o guadagnare speculando al ribasso.

Diversificare gli Investimenti

Se hai una prospettiva di cinque anni o più, le oscillazioni a breve termine non ti dovrebbero preoccupare e dovresti tenere d’occhio l’andamento a lungo termine del mercato azionario.

Se hai un orizzonte temporale da breve a medio termine, puoi pensare di utilizzare altri strumenti, invece che investire direttamente in azioni legate all’economia cinese.

In questo caso i ragionamenti che dovresti fare sono più complessi e, senza dubbio, andrà fatta attenzione all’aumento di volatilità all’aumentare della domanda (come nel caso di chi investe in criptovalute o si rifugia nell’oro).

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