Materie Prime: Guida Approfondita

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Le materie prime sono uno degli “oggetti” di investimento cui tutti noi abbiamo più consapevolezza… anche senza rendercene conto! Pensa a molti gli aspetti della tua vita quotidiana: quando vai al supermercato, quando ricarichi di benzina la tua auto, quando usufruisci del riscaldamento domestico, ti stai interfacciando con una molteplicità di materie prime.

Ebbene, così come le materie prime e i loro prezzi hanno un impatto sull’economia reale, lo stesso può ben dirsi sui mercati finanziari, considerato che le “commodity” possono essere fruite come veicoli speculativi o come strumenti per diversificare il tuo più ampio portafoglio di investimenti.  Ogni giorno, miliardi di euro attraversano il mercato delle materie prime, permettendo alle commodity di consolidare una posizione di rilievo tra le più importanti asset class del mondo.

Ma come puoi investire sulle materie prime? E a cosa devi prestare attenzione?

Che cos’è una materia prima?

Una materia prima è un prodotto di base che viene utilizzato come input nel processo di produzione di beni raffinati. Non solo: le materie prime sono beni intercambiabili con altri materiali dello stesso tipo. Per esempio, il petrolio greggio Brent estratto da una fonte è identico al petrolio greggio Brent estratto da un’altra fonte.

Certo, ci possono ben essere differenze di qualità quando si confrontano materie prime provenienti da fonti diverse. Tuttavia, ai fini di investimento, i materiali vengono considerati per la maggior parte uniformi, anche perché – per poter essere scambiate in Borsa – le materie prime devono soddisfare determinati standard minimi di qualità.

Come vengono scambiate le materie prime?

Le materie prime possono essere negoziate sia sui mercati a pronti che sui mercati a termine. Sai di che si tratta?

In sintesi, i mercati a pronti sono i mercati in cui si associano i prezzi in tempo reale. Se dunque stai pensando di negoziare l’oro, nei mercati a pronti sarà necessario prendere come riferimento il prezzo dell’oro per la consegna immediata, ovvero quel prezzo a cui l’oro può essere acquistato o venduto subito, proprio come se fossi in una gioielleria! I mercati a pronti sono generalmente utilizzati da aziende e produttori che cercano di utilizzare effettivamente i materiali in questione, e per questo motivo sono disponibili a pagare prezzi a pronti al fine di aggiudicarsi la materialità del bene.

In alternativa, le materie prime possono essere negoziate sui mercati a termine, che sono quelli più comunemente utilizzati da speculatori e investitori. In questi mercati, infatti, le materie prime non sono ciò che viene realmente “scambiato”: gli investitori che impiegano i loro fondi sui mercati a termine vogliono infatti scambiare contratti che disciplinano l’acquisto o la vendita di merce ad un dato termine futuro. Insomma, questi contratti delineano un prezzo e un giorno specifici, in cui sarà possibile completare la transazione di effettivo scambio della merce. Nella maggior parte dei casi, però, non c’è una consegna effettiva dell’elemento fisico, in quanto gli investitori generalmente rinnovano le loro posizioni o le chiudono in anticipo al fine di consolidare i profitti non realizzati sulle loro posizioni.

Naturalmente, è sui mercati a termine che vengono generate le maggiori “volatilità”. Ovvero, nei mercati a termine i prezzi tendono a oscillare di più, visto e considerato che è più difficile cercare di stimare i prezzi di mercato tra un mese, o tra un anno! Ed è proprio sui mercati a termine che andremo a investire (tra poco, vedremo come).

Come fare trading sulle materie prime

In qualsiasi mercato finanziario, gli investitori cercano di acquistare un asset a un prezzo basso e venderlo a un prezzo più alto. E questo non può che valere anche per tutti coloro che negoziano materie prime!

Tuttavia, va anche ricordato che spesso nel mercato delle materie prime le operazioni vengono effettuate con strumenti derivati, e che tali strumenti derivati sono spesso caratterizzati da alti livelli di leva finanziaria.  Inoltre, il posizionamento viene condotto attraverso dimensioni standard di contratti (piuttosto che attraverso singole azioni, come nei mercati azionari), e questo può aumentare rapidamente il potenziale dei guadagni e delle perdite.

In aggiunta a ciò, i mercati delle materie prime sono attivi 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, aggiungendo un discreto livello di flessibilità nei confronti di tutti coloro i quali potrebbero non essere in grado di operare attivamente durante le ore tradizionali di Borsa. 

Con così tanti vantaggi a portata di mano, potrebbe essere facile, per te, cadere nella piacevole tentazione di investire il prima possibile nelle commodity. Tuttavia, il nostro suggerimento è quello di prenderti il tuo tempo, accumulando le conoscenze sulle dinamiche che effettivamente muovono i prezzi sul mercato delle materie prime e iniziando a fare trading con un conto demo che ti permetterà di acquisire maggiore familiarità con le modalità di immissione degli ordini di mercato. Si tratta di un modo privilegiato per evitare errori inutili che possono rapidamente erodere il saldo del tuo conto di trading.

Conviene fare Trading di Materie Prime?

Come puoi scorgere in questo sito, i mercati finanziari offrono molte scelte diverse nei confronti di tutti gli investitori. Pensa alla possibilità di investire in azioni, obbligazioni, valute, criptovalute, ETF, indici e molto altro ancora: si tratta di strumenti validi per coloro che desiderano assumere posizioni diversificate sul mercato, conquistando i benefici via via concretizzabili.

Tuttavia, appare chiaro che ciascuna asset class abbia distinte caratteristiche, e questo valga anche per le materie prime, i cui vantaggi dovrebbero essere ben considerati da coloro che cercano di trovare nuove opportunità sul mercato.

In particolare, l’aggiunta di materie prime a un portafoglio d’investimento già diversificato può aiutare a migliorare i rendimenti riducendo al minimo i livelli di rischio complessivo. Ma per quale motivo? Nei prossimi paragrafi, lo scopriremo insieme!

Vantaggi del Trading in Materie Prime

Come abbiamo avuto modo di ricordare poche righe fa, il trading sulle materie prime è in grado di condividere con te alcuni importanti vantaggi. Vediamo insieme i più importanti, uno per uno.

Copertura contro l’Inflazione

Uno dei motivi principali per cui le persone scelgono di investire in materie prime è che questa asset class fornisce una solida copertura contro l’inflazione. Nel corso del tempo, infatti, quasi tutte le valute si svalutano di valore e… questo è in fondo uno dei motivi per cui non è saggio mantenere i propri risparmi in contanti per lunghi periodi.

Tuttavia, quando la perdita del potere di acquisto accade, è utile rammentare che ciò si riferisce solo alla valuta, e non ai beni che sono valutati in quella moneta. Quando gli investitori sono fortemente esposti alle materie prime durante i periodi di inflazione, il valore letterale del loro investimento aumenta, mentre il resto del mercato ne soffre. Per questi motivi, le materie prime offrono una delle migliori alternative disponibili sul mercato in un periodo in cui le pressioni inflazionistiche sono in aumento.

Protezione dai Cali Azionari

Un altro motivo per considerare gli investimenti in materie prime all’interno del tuo portafoglio è che può fornire una protezione solida contro i crolli del mercato azionario.

Come forse sai già, i mercati azionari tendono a funzionare in cicli: l’ampio ottimismo economico porta a forti crescita e alla formazione di bolle che poi, una volta scoppiate, danno seguito a un crollo ei listini. Ebbene, gli investitori possono proteggersi dagli effetti negativi di un crollo del mercato azionario se utilizzano opportunamente le materie prime come veicolo alternativo per l’asset allocation.

Le caratteristiche cicliche dell’andamento stagionale delle materie prime tendono infatti ad essere meno drastiche se si considera l’attività dei prezzi in una prospettiva a lungo termine. Ciò significa che il rischio potenziale si riduce drasticamente quando gli investitori dispongono di una discreto esposizione alle materie prime.

Diversificazione del Portafoglio

Altro importante beneficio delle materie prime è certamente rappresentato dalla possibilità  di raggiungere una migliore diversificazione del portafoglio, che è di fondamentale importanza per qualsiasi strategia di investimento.

Diversificare il portafoglio significa semplicemente che gli investitori possono ridurre notevolmente il rischio quando distribuiscono le loro risorse su un maggior numero di asset class. Come recita un vecchio adagio, non è saggio mettere tutte le proprie uova in un unico paniere, e dedicare tutte le proprie risorse a una sola asset class. Se hai letto con attenzione quanto abbiamo scritto nel precedente paragrafo, chi ha investito tutti i propri soldi in azioni sarebbe particolarmente vulnerabile se dovesse assistere a una contrazione ciclica dei listini azionari.

Di contro, gli investitori che sono posizionati in più asset class potrebbero vedere tali perdite bilanciate da guadagni riscontrabili in mercati inversamente correlati, come può accadere con le materie prime.

Rischi del Trading di Materie Prime

Quando iniziamo ad operare sui mercati delle materie prime, può essere molto facile lasciarsi cullare dalle promesse di guadagni molto importanti.

Tuttavia, bisogna ricordare che il trading in qualsiasi mercato finanziario ha vantaggi e svantaggi in egual misura, e che dunque devi effettuare una corretta valutazione dei rischi prima di effettuare operazioni con denaro reale.

In particolare, prima di effettuare operazioni su materie prime, devi assolutamente verificare quale sia il tuo profilo di rischio e comprendere altresì se il trading in commodity sia o meno in linea con esso. Ricorda infatti che a volte le operazioni in materie prime (soprattutto se effettuate con strumenti derivati in leva finanziaria) possono portarti a risultati negativi particolarmente importanti, e non tollerabili in quei portafogli in cui prevale una spiccata avversione al rischio.

Cerca dunque di realizzare una strategia che possa permetterti di comprendere se e in che modo le materie prime possono apportare dei benefici, piuttosto che rappresentare dei soli fardelli che potrebbero appesantire il tuo portafoglio.

Da cosa dipende il Prezzo delle Materie Prime

Le leggi della domanda e dell’offerta sono essenziali per determinare i prezzi degli asset in qualsiasi mercato finanziario, materie prime comprese. Anzi, è ben lecito affermare che questi fattori sono ancora più rilevanti per le materie prime rispetto che per altre asset class, considerato che le materie prime non sono legate a una singola società (come avviene per le azioni) o a una nazione specifica (come per le obbligazioni o le valute).

Dunque, chi vuole investire nelle materie prime, dovrebbe prima di tutto cercare di capire quali sono le variabili che influenzano la domanda e l’offerta, le quali dipendono dalla tipologia di materia prima: pensa, per quanto concerne le materie prime agricole, alle condizioni meteo che possono influenzare i raccolti e, dunque, la produzione e l’offerta.

Materie Prime Hard e Soft

La principale classificazione che può essere effettuata sulle materie prime è quella tra materie prime dure (o hard commodity) e leggere (o soft commodity).

Sebbene questa possa sembrare essere una distinzione vaga, questa differenza è in realtà molto utile nei termini in cui permette ai trader di definire strategie e valutare quali fattori finanziari e ambientali saranno più rilevanti in ogni propria posizione attiva. 

Materie Prime Dure

In primo luogo, cerchiamo di spendere qualche parola sulle materie prime dure, che sono quelle che generalmente tendono ad attirare la massima attenzione mediatica. Le hard commodity sono infatti quelle che vengono estratte dal terreno o da altra risorsa naturale. Alcune delle materie prime più popolari che rientrano in questa categoria sono oro, argento, rame e alluminio.

Anche il petrolio rientra in questa categoria, anche se apparentemente potrebbe apparire controintuitivo, visto e che non è fisicamente “duro”. Tuttavia, come abbiamo sopra precisato, il petrolio viene estratto in profondità dal terreno, ed è per questo che viene inserito in questa prima classe. 

Un’altra caratteristica che descrive le hard commodity è che i prodotti primari sono di norma raffinati in nuovi prodotti. Questo vale evidentemente anche per il petrolio, che in seguito viene raffinato in benzina per il consumo energetico. Nella maggior parte dei casi, inoltre, le hard commodity sono molto più facili da maneggiare e trasportare rispetto alle soft commodity.

Tra gli asset più comunemente negoziati che rientrano nella categoria delle hard commodity troviamo:

  • petrolio,
  • oro,
  • argento,
  • alluminio,
  • rame,
  • gas naturale,
  • gasolio,
  • benzina,
  • piombo,
  • nichel,
  • platino,
  • palladio,
  • stagno,
  • zinco.

Materie Prime Leggere

Opposte alle hard commodity troviamo le soft commodity. Come probabilmente hai già capito, questa asset class – meno comunemente scambiata, ma pur sempre in grado di svolgere un ruolo significativo nel volume giornaliero di scambi delle materie prime – è principalmente rappresentata da prodotti agricoli che vengono coltivati, piuttosto che essere estratti, come nel caso delle materie prime dure. Alcune delle materie prime più popolari in questa categoria sono riconducibili a mais, frumento, succo d’arancia, caffè, zucchero, cacao e perfino pancetta di maiale.

Ferme restando le riflessioni già effettuate per la generalità delle materie prime, per le soft commodity subentra un elemento non sottovalutabile, rappresentato dal fatto che molte di queste merci sono vulnerabili al deterioramento, creando qualche problema maggiore di trasporto.

Quando ci sono problemi di raccolto o di trasporto delle soft commodity, di norma i livelli di offerta possono essere influenzati negativamente senza molto preavviso, determinando così una maggiore volatilità a breve termine. La volatilità, a sua volta, può naturalmente essere un elemento positivo o negativo a seconda delle intuizioni degli investitori. Per esempio, la riduzione dell’offerta genererebbe enormi guadagni per coloro che detengono posizioni long (acquisto), mentre avverrà il contrario nel caso di detenzione di posizioni short.

Tra gli asset più comunemente negoziati che rientrano nella categoria delle soft commodity troviamo:

  • mais,
  • cotone,
  • orzo,
  • cacao,
  • pancetta di maiale,
  • caffè,
  • succo d’arancia,
  • avena,
  • riso,
  • bovini,
  • soia,
  • lana,
  • gomma,
  • zucchero.

La Fungibilità delle Materie Prime

Il mercato delle materie prime è caratterizzato da una caratteristica di cui abbiamo parlato qualche paragrafo fa, rappresentata dalla fungibilità. Ma che cosa si intende?

In sintesi, la fungibilità si riferisce al fatto che un determinato bene è intercambiabile con altri beni dello stesso tipo. Ad esempio, un barile di petrolio greggio prodotto nel Paese A ha lo stesso valore di un barile di petrolio greggio prodotto nel Paese B, ed entrambi questi prodotti saranno dunque commercializzati allo stesso valore di mercato, anche se potrebbero essere stati prodotti da aziende diverse in località molto diverse.

Considerato che le materie prime possiedono questa proprietà, per i trader è facile accedere alle transazioni di scambio a prezzi standardizzati di mercato. L’idea dell’intercambiabilità implica un valore simile per tutte le merci di una determinata classe e che tali merci dovrebbero essere messe a disposizione del mercato allo stesso prezzo. Senza questa peculiarità, sarebbe quasi impossibile per i produttori globali di materie prime mettere a disposizione i loro asset per la negoziazione su piattaforme comuni, limitando notevolmente il numero di scambi.

Peraltro, questa caratteristica sembra essere legata non solamente al greggio, di cui abbiamo già parlato, o ad altre hard commodity come l’oro. In realtà, anche le soft commodity sono fungibili, come per esempio avviene con la carne e con i cereali, ammesso che rispettino dei livelli minimi di qualità.

La Volatilità delle Materie Prime

Più volte abbiamo ricordato che una delle caratteristiche delle materie prime sia la loro volatilità, anche se non c’è – in verità – molta chiarezza statistica sul fatto che siano più o meno volatili di altre asset class.

Al di là di ciò, quel che non si può negare è che ci sono alcuni fattori fondamentali che possano causare fluttuazioni inaspettate in questa classe di prodotti a breve termine, e che questa maggiore volatilità può rendere difficile per i nuovi trader strutturare le posizioni in modi che si possa godere di una piena protezione dalle perdite.

Ma quali sono questi elementi che potrebbero turbare i prezzi delle commodity nel breve termine, incrementandone in misura sostanziosa la volatilità?

Il primo fattore determinante è certamente legato all’incertezza geopolitica. Quando esaminiamo i rischi comuni che affrontano i mercati delle materie prime, dobbiamo infatti innanzitutto esaminare l’aleatorietà economica globale, che può prendere forma con diverse strade. Si pensi al deterioramento dei dati economici di una delle maggiori economie mondiali o alle turbolenze geopolitiche nei Paesi produttori di petrolio. Quando si verificano questi tipi di scenari, i mercati petroliferi sono generalmente i primi a subire il colpo, ma sono poi ben in grado di contagiare gli altri.

Con particolare riferimento al settore delle soft commodity, uno dei maggiori fattori di volatilità è inoltre rappresentato dai cambiamenti climatici. Qualsiasi scenario che porti alla distruzione delle colture o all’incapacità degli agricoltori di produrre quanto previsto, può rapidamente far crollare i prezzi di mercato. Le principali materie prime che saranno colpite da questo tipo di eventi sono il grano, il mais e il caffè, ma – in generale – si può affermare che tutti i prodotti agricoli ne sono particolarmente esposti.

L’ultimo fattore che vogliamo condividere con te è quello delle difficoltà finanziarie che possono intaccare altri mercati. In questo scenario, a potersi avvantaggiare di ciò sono le materie prime safe haven, cioè quelle che possono costituire un rifugio sicuro. Gli esempi più noti sono oro e argento: in tempi di avversione al rischio, saranno proprio questi metalli preziosi a poter godere di un improvviso apprezzamento.

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